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I criteri WOOF: What you want (Ciò che vuoi)

I criteri WOOF: What you want (Ciò che vuoi)

Nella pratica del TAGteach prestiamo attenzione ai comportamenti da apprendere, non tanto sugli errori o le cose che vogliamo evitare. L’etimologia ci viene in aiuto: imparare viene dal latino parare che significa (anche) acquistare e prendere possesso. Chi impara acquista nuove competenze e prende possesso di nuovi comportamenti, non evita errori e cose sbagliate. Errori e cose sbagliate in generale, vengono indicati con due parole di solito: “Non” e “No”.

Non continuare sempre a correre per i corridoi” e “No! Basta, adesso smettila!”. Ricorriamo a questo tipo di frasi perché, più o meno, di solito hanno l’effetto di fermare quel comportamento che proprio non volevamo. Se Tommaso parla troppo in classe gli diciamo di: “Non continuare a parlare”; Se Sofia impugna male la penna le diciamo di: “Non tenere la penna a quel modo” e così via con infinite sfumature diverse. Ma il succo è sempre lo stesso: diciamo ad Sofia  o Tommaso cosa non devono fare, ma… gli diciamo cosa vorremmo che facessero? Ovvero, stiamo veramente insegnando loro cosa vorremmo imparassero?

Ciò che vuoi?

What you Want

Il TAGteach usa i tag point, specifici comportamenti da eseguire, come strumenti per insegnare. In altre parole, il TAGteacher esplicita a chi impara solo il comportamento da apprendere.

Questa è la radice del primo dei criteri WOOF che delineano e compongono i tag point: What you want, cosa vuoi. Tu insegnante, cosa vuoi che Tommaso faccia quando “non continua a parlare”? Cosa fa una persona che non parla? Una possibile risposta potrebbe essere che, una persona che non parla, tiene le labbra chiuse. Se Tommaso tiene le labbra chiuse sicuramente non può anche parlare.

Questo potrebbe diventare il tag point per Tommaso: “Labbra chiuse”. La differenza sta nel fatto che “non parlare” non dice al ragazzo cosa fare per imparare ed essere apprezzato.

Lo stesso discorso lo possiamo applicare a Sofia: “Non tenere la penna a quel modo perché altrimenti non scrivi bene e poi prendi un brutto voto” non dice alla ragazza cosa deve fare per scrivere “bene” e prendere un bel voto. (torneremo su “bene” nel post dedicato a un altro criterio WOOF: Osservabile). Anche ponendo che Sofia voglia scrivere bene perché vuole tantissimo prendere un bel voto, cosa deve fare? Di fatto, quelle che ha appena sentito non sono delle informazioni utili, ma delle minacce….

Anche per Anna esistono alcuni tag point che le possono insegnare come tenere la penna. Il TAGteacher potrebbe dire: “Sofia, per scrivere bene devi appoggiare la penna sul banco sempre con la punta rivolta verso di te (un’etichetta con la sagoma disegnata di una penna potrebbe aiutare molto). Le istruzioni sono: quando prendi la penna per scrivere, prendila con la pinza tra indice e pollice. Il tag point è: pinza tra indice pollice”.

I criteri WOOF

Questo post descrive un criterio del processo che il TAGteach implementa preparando i propri obiettivi. esistono quattro criteri per creare un chiaro, preciso e solido obiettvio, che chiamiamo tag point. Questi sono:

  1. What you want (ciò che desediri)
  2. One thing (Una cosa per volta)
  3. Observable (Osservabile)
  4. Five words or less (Cinque parole o meno)

Li puoi facilmente memorizzare nell’acronimo WOOF.



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