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Il tag point è WOOF!

Il tag point è WOOF!

Il tag point costituisce la chiave di volta del TAGteach perché rappresenta il comportamento che si deve imparare ed è l’elemento che darà il maggior successo a chi impara. Il tag point è un’azione, un comportamento appunto, che verrà eseguito da chi impara.

Il tag point è neutro, non genera pressione; chi impara che può in ogni istante valutare autonomamente quello che sta facendo senza bisogno di interventi da parte dell’insegnante. Come riesce il tag point a combinare tutti questi elementi? Grazie ai quattro criteri WOOF che lo definiscono con precisione. In questo post descriveremo i quattro criteri WOOF. Nel blog trovi anche quattro articoli dedicati ciascuno ad un singolo criterio. Per leggerli devi semplicemente cliccare sulle icone che troverai all’interno del post.

What you want (Ciò che vuoi)

Il tag point dà qualcosa da fare a chi impara, un comportamento da esibire. Per questo motivo non può contenere le parole “no”, “non” e tutte le altre che dicono cosa non fare. Basta pensarci: cosa dovrebbe fare una persona alla quale viene chiesto: “di non parlare”. Sta zitta, ovviamente, dirai. Ma per “stare zitta” cosa fa effettivamente? Immagina una persona che sta in silenzio. Può camminare, correre, stare in seduta, ma se sta in silenzio sicuramente terrà le labbra  chiuse. Ecco questo è il criterio “What you want”, cosa desideri: un comportamento da fare che porterà il comportamento atteso: “labbra chiuse”  è il tag point per ottenere il silenzio.

One thing (Una cosa):

Il tag point è un solo comportamento. Non possiamo dire: “il tag point è seduto dritto e labbra chiuse”. Questi sono due comportamenti: stare seduto e labbra chiuse. Se sto zitto ma sono seduto male non riceverò il tag, certo, ma non non mi sarà chiaro il perché… Meglio separare i due comportamenti in due distinti sessioni:

a. “il tag point è: seduto dritto”

b. “il tag point è: labbra chiuse”.

Solo in questo modo chi impara è in grado di valutare le proprie azioni e fare le opportune correzioni se non ricevesse il tag. Dare il controllo dell’apprednimento a chi impara è uno strumento potentissimo!

Observable (Osservabile)

Chi insegna sa cosa vuole dai propri alunni: che stiano fermi, che restino in silenzio o che mettano via la cartella. Prendiamo “restare in silenzio”. L’insegnante sa cosa chiede quando dice: “Bambini, silenzio”. Ma Tommaso o Sofia sanno esattamente cosa intende il loro insegnante? Sanno che “in silenzio” si sta con le labbra unite o chiuse o per loro “in silenzio” significa parlare a bassa voce?

Sembra banale ma certe volte diamo per scontate molte cose. Il tag point è tale solo se anche chi impara sa esattamente cosa deve fare. Il tag point deve essere, in questo senso, osservabile da tutti: “in silenzio” deve significare la stessa cosa sia per l’insegnante che per Sofia e Tommaso. Il TAGteacher quindi, spiega cosa intende per stare in silenzio, e consegna ad Sofia e Tommaso  l’istruzione corretta e concisa del  comportamento da tenere come tag point: “labbra chiuse”.

Five words or fewer (5 parole o meno)

Il tag point è consegnato a chi impara usando solo cinque parole: questo criterio serve per rendere il tag point facilmente ricordabile nel momento in cui il cervello di chi impara è tutto impegnato nell’esecuzione del nuovo comportamento. “Ricordatevi bambini, adesso che usciamo non urlate e restate in silenzio  senza parlare” è un messaggio lungo, difficile da ricordare e che, come abbiamo già scritto, non dice cosa fare, in quanto ci sono solo “non” e poi è troppo lungo. “Labbra chiuse” è composto da solo due parole, facilmente ricordabile ed è una cosa da fare.



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