
08 Ott La Pratica Mirata in classe
Nel blog precedente abbiamo visto cos’è la pratica mirata secondo le ricerche di K.A. Ericsson: un allenamento breve, intenso, con obiettivi chiari e feedback immediato.
Ma come si traduce tutto questo nel lavoro quotidiano con gli studenti?
La risposta sta nella combinazione vincente con tre approcci pratici e scientificamente solidi:
- Precision Teaching (PT)
- Direct Instruction (DI)
- TAGteach
In questo articolo vedremo esempi reali e attività concrete per creare percorsi efficaci, brevi e misurabili con qualunque tipo di studente basati sull’impalcatura che queste tecniche possono fornire a qualsiasi insegnante.
Allora, cominciamo?
Step 1 – Definire il “comportamento bersaglio”
Ogni buona pratica mirata parte da un pinpoint, cioè un comportamento specifico da allenare.
Esempi:
- Leggere 150 parole in 1 minuto
- Scrivere 30 lettere in corsivo in 30 secondi
- Riconoscere correttamente 5 fonemi in 10 secondi
Questo è il punto d’inizio del PT: misurare un comportamento osservabile in modo da vedere subito i progressi e valutare la distanza che ancora ci separa dall’obiettivo. Ecco, a tale proposito, avrai notato che gli obiettivi sono declinati come eventi/tempo. Skinner l’avrebbe chiamata: “Frequenza”. Tutti gli obiettivi sono indicato come frequenze: è l’aumentare della velocità d’esecuzione che ci dà il polso della situazione. (Va sottointeso che stiamo parlando della velocità dei comportamenti corretti)

Step 2 – Strutturare la sessione (DI)
Qui entra in gioco il Direct Instruction con i suoi passaggi in cui l’insegnante:
- Spiega chiaramente cosa deve fare lo studente
- Crea un modello (mostra tu come si fa)
- Prepara momenti di Pratica Mirata (a tempo)
- Fornisce il feedback (immediato)
- Fa pratica indipendente (ovvero: “Ragazzi, adesso potete leggere il resto del racconto e dopo facciamo insieme il riassunto!”)
Step 3 – Dai feedback immediato (TAGteach)
Quando serve, se ci sono degli errori che ricorrono (restando nella lettura l’esempio potrebbe essere confondere i suoni di due lettere). In questo caso possiamo concentrare l’attenzione su un solo micro-componente dell’obiettivo generale (leggere 150 parole al minuto). Una volta consegnata l’istruzione sul tag point è possibile taggare il comportamento corretto, per poi tornare alle sessioni di pratica con il cronometro o di pratica indipendente. In questo modo evitiamo di:
- Parlare troppo (rischiando di rimarcare troppo ed inutilmente l’errore)
- Interrompere il flusso del comportamento (quando sono impegnati nelle sessioni a tempo gli studenti non vanno mai interrotti. Il flusso del loro comportamento deve essere il più rapido possibilie. Quando necessario, dopo la sessione a tempo si potrà lavorare a parte con il tagger e il TAGtach sugli eventuali errori)
- Sottolineare l’errore invece del successo (infinitamente più funzionale del dire: “Andava bene ma ti sei dimenticato di….” È prendere il tempo necessario per creare una nuova situazione di apprendimento nella quale l’errore scompaia. Con il TAGteach lo studente sarà in grado da solo di correggere i proprio errori)
Step 4 – Misura i progressi (Precision Teaching)
Dopo ogni sessione a tempo si registrano le frequenze ovvero, i comportamenti corretti al minuto.
Il Precision Teaching usa lo Standard Celeration Chart come strumento. Il grafico (Chart) è Standard (ovvero sempre uguale e registra sempre le stesse cose…. Esatto frequenze!) e misura la Celeration (ovvero come il comportamento cambia in seguito agli interventi proposti dagli inseganti). A sua volta il grafico diventa motivante per lo studente: “Martedì leggevo 32 parole. Oggi sono a 45! WOW!”
Esempi di pratica mirata + PT + DI + TAGteach
Facciamo, per concludere l’articolo due esempi di come può essere strutturata la pratica mirata a scuola. Abbiamo preso come esempi due studenti con disturbi specifici dell’apprendimento.
🟣 Esempio 1 – Lettura fluente (114 anni, dislessia)
- Obiettivo: leggere 60 parole in 1 minuto senza più di 3 errori
- Struttura: capitolo di Sarah e Mical + 4 sprint da 1 minuto
- PT: registrazione di parole/minuto + errori
- Grafico settimanale sul quaderno
🟢 Esempio 2 – Scrittura in corsivo (10 anni, difficoltà grafomotorie)
- Obiettivo: scrivere 25 lettere leggibili al minuto
- Scheda con parole in grigio da ripassare a penna
- Tag su ogni lettera ben formata
- Sessione a tempo:
- Registrazione del numero di lettere scritte/minuto
Conclusione
La deliberate practice non è una teoria astratta, ma una tecnologia educativa concreta e possibile!
Quando si combina con PT, DI e TAGteach, diventa un motore potente per il progresso scolastico.
L’insegnante diventa un coach. Lo studente, un atleta dell’apprendimento.
E la lettura?
Non è più un muro. È una scalata… con attrezzi solidi, misure chiare e una vetta sempre più vicina.




