Identificare il tag point

Abbiamo parlato nella scorsa pillola della necessità per gli insegnati di identificare uno specifico comportamento da insegnare. In questa pillola parleremo dell’importanza di intervenire ed insegnare un solo comportamento alla volta.

 

Soprattutto quando si è all’inizio e si è proprio dei principianti si fanno un sacco di sbagli. Capita a tutti, grandi e piccoli, e in tutte le situazioni possibili ed immaginabili.

Prendiamo lezioni di tennis? Ci vuole qualche mese di allenamenti prima di riuscire a muoverci per il campo.

Impariamo una nuova mansione al lavoro? Prima ci viene fatto un corso, poi siamo affiancati da un collega esperto e poi iniziamo a fare le prime operazioni (magari le più semplici) in autonomia.

All’inizio di un apprendimento ci sono un sacco di cose da imparare e riceviamo costantemente un sacco di informazioni.

Ecco, il problema, molte volte, sta nel “sacco”. Il cervello già impegnato a guidare muscoli e attenzione sul nuovo comportamento non può reggere anche il peso di tanta informazione. Chi ci sta insegnando parla parla ma noi, pur con tutta la più buona volontà del mondo, riusciamo a ricordare solo una piccola frazione. Un sacco di tempo va perso, l’insegnante magari si spazientisce (“ma quante volte te lo devo dire?) e noi ci arrabbiamo.

Nel TAGteach adottiamo un procedimento diverso: identifichiamo.

Cosa?

Il comportamento più importante di tutti. Il primo che il nostro studente deve imparare.

Subito.

Alcuni esempi? Per il tennista potrebbe essere imparare come impugnare la racchetta; per il posto di lavoro potrebbe essere imparare una specifica procedura di sicurezza, o, più semplicemente, imparare dove salvare i files nel server. Il TAGteach aiuta gli insegnanti nel processo di identificazione di questi comportamenti speciali ed aiuta chi impara nell’apprendimento degli stessi.

Il comportamento da apprendere viene chiamato tag point e le istruzioni per la sua esecuzione vengono date con pochissime parole, che identificano quello che l’insegnante desidera venga appreso. Si tratta di raffinare l’informazione.

Ecco un possibile esempio per il nostro tennista:

Istruttore: “Per il dritto bisogna prendere la racchetta come si volesse stringere la mano di una persona; la prima nocca del tuo dito indice dovrà stare nel lato colorato in rosso del manico della foto  e i polpastrelli delle quattro dita sul lato grigio”. (ovviamente l’istruttore mostra cosa sta facendo con la mano sul manico della racchetta). Da queste istruzioni nascono, a secondo delle competenze e dell’età possibili tag point:

1-    Il tag point è: “stringi la mano” (magari per una persona adulta). Oppure:

2-    Il tag point è : “Nocca su rosso” (basta mettere un pezzo di nastro adesivo rosso sul lato dell’impugnatura) e

3-    Il tag point è: “polpastrelli su grigio” (come sopra basta un pezzetto di nastro grigio).

 

I tag point 2 e 3 possono essere dedicati, a dei giovanissimi atleti.

Nella prossima pillola parleremo di tag point.