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I criteri WOOF: Five words or fewer

I criteri WOOF: Five words or fewer

Gli insegnanti parlano troppo!

Gli allenatori parlano troppo!

I manager parlano troppo!

I genitori poi… parlano troppo.

Probabilmente anche tu parli troppo quando cerchi di insegnare qualcosa e spieghi cosa vuoi che faccia chi impara. Ma tutte queste parole sono veramente necessarie? Servono per migliorare realmente la qualità della nostra informazione? In una situazione di insegnamento, soprattutto se un pochino stressante (per esempio la nostra prima lezione di tennis), quando ci concentriamo per capire cosa si deve fare, meno parole si usano tanto meglio! Di fatto, l’unica cosa che ci possiamo ricordare -davvero- sono solo le ultime parole che chi ci sta insegnando ha detto. Tutto il resto si perde tra i meccanismi del nostro cervello, la tensione del momento e il desiderio di voler veramente riuscire ad eseguire quel servizio!

Ciò che vuoi?

Five Words or fewer (Cinque Parole o meno)

Esiste un modo per ridurre significativamente il numero di parole usate ed è quello di suddividere l’obiettivo generale (nel nostro esempio il servizio del tennis) nei suoi componenti, renderli osservabili e consegnarli uno alla volta sottoforma di brevi istruzioni chiamati tag point composti da solo cinque parole. E ‘questo il quarto criterio che ci permette di ideare i tag point: five words or less!
Torniamo al nostro esempio: tutti gli istruttori di tennis sanno quali sono i comportamenti che compongono il servizio: dalla posizione dei piedi alla presa della racchetta, dal movimento della schiena all’altezza del lancio della pallina. Tutti questi componenti possono essere consegnati all’allievo sottoforma di tag point lunghi al massimo solo cinque parole: Il tag point è “piedi verso la rete” o “curva la schiena” e così via. Per il lancio della pallina, basta mettere il tennista vicino a un muro, mettere un nastro adesivo all’altezza corretta e consegnare il tag point: “pallina sul nastro”.

I possibili componenti del servizio del tennis sono numerosi: sta all’esperienza dell’istruttore capire cosa trasformare in tag point in base al livello d’esperienza di chi impara e al beneficio che uno specifico tag point porterà. Per cui l’istruttore potrà decidere che Mario sa come si mettono i piedi per eseguire il servizio ma che deve migliorare il lancio della pallina. La routine TAGteach per Mario sarà: “Le istruzioni sono: posiziona i piedi per il servizio e lancia la pallina sul nastro (che sarà attaccato alla giusta altezza sul muro). Il tag point è: pallina sul nastro!”.

In tre parole abbiamo dato un tag point che è un comportamento che l’istruttore desidera, è una sola cosa, è osservabile ed è composto da solo tre parole. Un perfetto tag point per insegnare a Mario un servizio degno di Wimbledon! Tag!

I criteri WOOF

Questo post descrive un criterio del processo che il TAGteach implementa preparando i propri obiettivi. esistono quattro criteri per creare un chiaro, preciso e solido obiettvio, che chiamiamo tag point. Questi sono:

  1. What you want (ciò che desediri)
  2. One thing (Una cosa per volta)
  3. Observable (Osservabile)
  4. Five words or less (Cinque parole o meno)

Li puoi facilmente memorizzare nell’acronimo WOOF.



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