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Dategli qualcosa da fare

Dategli qualcosa da fare

Luca Canever

(Prima stesura Maggio 2013, rivisto e corretto  Giugno 2023)

A SCUOLA 

Da qualche tempo in una delle mie classi di prima media, è arrivato Tommaso, un nuovo alunno con problemi di iperattività, di attenzione e di comportamento (ovvero un ragazzo ADHD). Non appena sono stato in grado di individuare il giusto rinforzatore per lui, sono stato anche in grado di rinforzare “buoni” (dal mio punto di vista d’insegnante) comportamenti, quali lo stare seduto, scrivere o guardare cosa viene scritto alla lavagna. Dopo una prima ora di pratica, Tommaso ha capito il significato del tag e ha iniziato ad esibire questi comportamenti in modo sempre più continuo. Dopo alcuni giorni e alcune sessioni insieme a me e ai suoi compagni le cose stanno andando meglio sotto molti aspetti, ma ci è rimasto un problema ancora da risolvere, il che ci porta allo spunto dal quale è nato questo articolo.

un sasso non si comporta...

Tommaso è ADHD?

TRANSIZIONI 

Con il termine “transizioni” faccio riferimento a quei momenti in cui si passa da una attività all’altra  e si deve aspettare prima di iniziare che tutto e tutti siano pronti. “Aspettare” per un insegnante significa che gli alunni rimangano al posto loro assegnato, ragionevolmente in silenzio, mentre ci si prepara. “Aspettare” significa anche saper attendere mentre l’insegnante è impegnato ad aiutare un compagno. “Aspettare”, è un comportamento che, come potete immaginare, Tommaso. non è in grado di fare. Nelle pause i problemi di Tommaso -letteralmente- esplodono. Lui salta per l’aula, lancia oggetti, e scappa fuori dall’aula. I progressi fatti fino a quel momento spariscono senza una ragione apparente. Perché?

In quanto esseri viventi dobbiamo fare qualcosa o, se preferite, comportarci. E’ ciò che ci distingue da un sasso. Il sasso non si “comporta”; il sasso dove lo metti sta a meno che intervengano dei fattori esterni. Qualsiasi essere vivente, a differenza del sasso, sta sempre facendo qualcosa. Tommaso manifesta il suo “essere vivo” con comportamenti che possono diventare un problema se il ragazzo viene lasciato libero di scegliere da solo dove trovare qualcosa da fare. Dal momento che i normali comportamenti di attesa non fanno parte del suo repertorio, Tommaso fa altre cose, quelle che funzionano per lui ma non per il resto della classe. Deve essere chiaro che “comportamenti problematici” di Tommaso sono la ricerca autonoma di rinforzamento dall’ambiente. Essendo autonoma (ovvero autogestita) questa ricerca può sfociare in comportamenti che possono essere adattivi (Tommaso. li esibisce perché per lui funzionano), ma non adatti (a una normale classe). Tipo urlare e lanciare oggetti in classe. Tommaso. si comporta così perché sono queste le strategie che ha imparato. In casi come il suo, ma anche in generale, organizzare delle continue e consistenti opportunità di rinforzamento per buoni comportamenti è il modo migliore per riuscire a gestire J. e, nel mio caso, la classe.

Il ruolo del TAGteach è quello di insegnare a Tommaso comportamenti di attesa, offrendogli delle alternative che hanno (anche loro) delle conseguenze positive

Con Tommaso e la sua classe stiamo sfruttando molte opportunità di utilizzo del TAGteach.

Come prima cosa ho dato al ragazzo un tagulator che serve per tenere il conto dei tag ricevuti che vengono convertiti in premi tangibili (figurine di solito). Io taggo qualsiasi buon comportamento: stare seduto, scrivere, aspettare. Mentre sto scrivendo alla lavagna faccio delle crocette sotto il suo nome scritto in un angolo, in modo da dargli continuamente la sensazione di stare facendo la cosa giusta.

In altri momenti coinvolgo i suoi compagni, dando a tre di loro il tagger e spiegando quali comportamenti di Tommaso rinforzare. Ne scelgo -solitamente- tre perché sono i compagni che sono più vicini a lui a causa della disposizione dei banchi. I compagni che taggano possono anche aiutarci nelle transizioni di cui parlavo all’inizio. Se c’è da aspettare perché l’insegnante sta preparando la prossima attività. ci sono i compagni che possono taggare buoni comportamenti.

Il tagulator: serve per tenere conto dei successi.



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