CHICHEN CAMP: CHE COS'E', PERCHE' CI SONO ANDATA E COSA HO IMPARATO.

Di Mary Lynch Barbera, PhD, RN, Board Certified Behavior Analyst

 

Recentemente sono stata a Seattle e, mentre mi trovavo nel meraviglioso Stato di Washington, ho partecipato a un Chicken Camp. Dopo aver postato su Facebook un paio di foto di me con in braccio una gallina, ho ricevuto una miriade di domande. Questo blog servirà a risponedere alle tre domande principali che mi sono state rivolte: Che cosa è, perché ci sono andata, e cosa ho imparato!

 

CHE COS’E’ UN CHICKEN CAMP?

Come molti di voi sanno, io sono una Analista del comportamento certificata. (BCBA) e lavoro con bambini autistici impiegando l’Analisi Applicata al Comportamento (ABA). L’ABA si basa sul concetto di Condizionamento Operante, che è una teoria scientifica, formulata da B.F. Skinner negli anni 30 del secolo scorso.     B.F. Skinner ed i suoi colleghi hanno studiato gli animali (soprattutto ratti e piccioni) e scoperto così, i principi fondamentali che regolano il comportament;, soprattutto, che il rinforzo positivo in grado di aumentare la frequenza di emissione di un comportamento in tutti gli animali, compresi noi esseri umani. A partire dagli anni 60, Karen Pryor ha iniziato a utilizzare i principi del Condizionamento Operante con gli animali, sviluppando così una tecnologia chiamata Clicker Training. Con il Clicker Training, un clicker, un fischietto, o il suono di un campanello viene utilizzato per contrassegnare con un suono un comportamento corretto, facendo immediatamente seguire l’arrivo di un rinforzo. Negli ultimi dieci anni, il TAGteach (TAG sta in Inglese per Insegnamento Audio Assistito), sviluppatosi dal Clicker Training di Karen Pryor, si è rivelato essere una eccellente tecnologia per insegnare ai bambini (normodotati e non), come agli adulti, una grande varietà di competenze. Terry Ryan, è una esperta internazionale nel campo dell’Addestramento Animale e conduce da anni i Chicken Camp. I Chicken Camp durano dai 2 ai 4 giorni e si svolgono sia presso il Legacy Training Center Canine in Sequim, nello Stato di Washington, sia in loco in tutto il mondo quando Terry viene invitata a tenere dei Workshop per piccoli gruppi di circa 20 -30 persone. Terry non viaggia con le galline (ovviamente), così per i Workhsop condotti al di fuori dello Stato, glil organizzatore hanno bisogno di trovare agricoltori o allevatori locali in grado di fornire le galline. Terry ha lavorato e continua a lavorare a stretto contatto con Karen Pryor ed è anche una TAGteacher certificata. Il Chicken Camp base si svolge solitamente nel corso di due giorni, e si divide tra parti teoriche, presentazione di video e di attività pratiche con le galline (…). Molte persone frequentano i Chicken Camp per migliorare le loro competenze in qualità di Istruttori Cinofili; Sempre più numerosi sono, però, manager e formatori umani che frequentano i Chicken Camp per migliorare le loro competenze nelle loro relazioni con gli altri. Il nostro Workshop di 2 giorni è stato un Chicken Camp Avanzato, in quanto tutti e venti i partecipanti erano BCBA (analisti del Comportamento), o possedevano conoscenze delle procedure ABA (Analisi Applicata del Camportamento) avanzate. Quindi il nostro campo è stato “tagliato a misura” per venire incontro alle nostre esigenze.

 

PERCHE’ CI SONO ANDATA?

Come galline, molti dei bambini con cui lavoro compreso mio figlio che ha 15 anni ed è autistico, non è in grado di comprendere il complesso linguaggio umano. Da quando sono diventata TAGteacher L1, nel 2010, e dopo aver letto "REACHING THE ANIMAL MIND" di Karen Pryor, più o meno nello stesso periodo, mi sono convinta che la chiave, per me, per diventare una migliore Analista del Comportamento è conoscere più a fondo l’addestramento degli animali. Non possiedo animali domestici, così, nel tentativo di far pratica addestramento degli animali velocemente, sono stata indirizzata a partecipare a un Chicken Camp con Terry Ryan. Ho scoperto che la sede dei seminari di Terry si trovava nello Stato di Washington, ad appena 2 ore da Seattle. Poiché a Seattle nel maggio 2012 si doveva svolgere la conferenza dell’ABAI, con molti Analisti del Comportamento che avevano deciso di prendervi parte, ho chiesto a Terry di preparare un Chicken Camp Avanzato riservato ai membri dell’ABAI, immediatamente prima della conferenza. Mentre Terry aveva già condotto Chicken Camp per organizzazioni tipo l'FBI o per i dirigenti di una compagnia di pescherecci,questa era la prima volta in assoluta con una stanza piena di Analisti del Comportamento desiderosi di imparare. Non sapevo se l'idea avesse potuto interessare altri Analisti, ma sono rimasta piacevolmente colpita quando ho esaurito i posti 2 mesi prima della data programmata.

 

 

COSA HO IMPARATO

La mia esperienza al Chicken Camp è stata eccellente! Anche se inizialmente era nervosa all’idea di dover gestire le galline, ho imparato presto le competenze necessarie, riuscendo alla grande nell’impresa. Di seguito faccio un elenco delle cose specifiche che ho imparato durante i due giorni:

1. Quando si insegna alle persone, è importante non buttare dentro troppe informazioni in continuazione. Durante il Chicken Camp era prevista una pausa di 10 minuti ogni 50 minuti. Quando abbiamo fatto le prime 2 pause (50 minuti dopo aver iniziato e poi successivamente, un'ora più tardi), ho pensato che queste interruzioni costanti fossero eccessive. Ma già dal pomeriggio del primo giorno, ho iniziato ad apprezzare le frequenti pause, che hanno portato a una connessione eccellente, a un ambiente di formazione rilassato e a partecipanti felici.

2. Rinforzare prima, non dopo. Questo è particolarmente importante per comportamenti nuovi o particolarmente difficili. Per esempio: quando abbiamo iniziato ad insegnare alle nostre galline a beccare il chip rosso, Terry ci ha detto di fare click! appena il becco stava andando verso / o quasi toccava il chip. Ho applicato lo stesso principio la settimana scorsa, quando stavo lavorando con un bambino di tre anni. Stavamo passando un “momento difficile” nel far avvicinare il bambino al tavolo d’insegnamento intensivo, quindi appena ha iniziato ad avvicinarsi o a camminare verso il tavolo, ho detto al terapeuta di accendere un video sull’iPad (N.d.T.: evidentemente, il video costituiva un rinforzo per il bambino). In passato avrei aspettato fino a quando lui fosse stato seduto per rinforzare: ma non avremmo avuto successo come, invece, è avvenuto in questa occasione.

3. Non dare mai per scontato il conoscere quali variabili estranee possono condizionare sia la gallina cheil bambino. Da quando sono tornata dal Chicken Camp, sento di essere maggiormente consapevole di quanto sia difficile evocare comportamenti corretti e rinforzarli immediatamente, poiché lavoriamo in ambienti non controllati con più variabili al lavoro, contemporaneamente, in ogni momento.

4. Se, improvvisamente, non si ottiene il comportamento stabilito, l'animale può avere bisogno di riposo, può essere sazio, o potrebbe aver bisogno di fare l'uovo (N.d.T.: le galline usate nei Chicken Camp sono ovaiole). Come infermiera e analista del comportamento, sono ben consapevole che la maggior parte dei bambini con cui lavoriamo a volte hanno problemi fisiologici, oltre all'autismo, che può anche essere un fattore.

5. Sessioni brevi sono meglio per tenere tutti coinvolti. Oltre agli umani che si prendono una pausa ogni ora, è necessario anche essere attenti a non sovraffaticare le galline. Con le galline, abbiamo costruito un comportamento per sessioni di 30-60 secondi, prima di mettere via le nostre galline e riaggiornarci tra umani. Abbiamo ripetuto questi breve sessioni di lavoro per soli 10 minuti, prima di rimettere gli animali nelle loro gabbie per un drink e un periodo di riposo. Le galline non erano le uniche che necessitavano di una pausa ogni 30-60 secondi, poiché anche agli istruttori serve una pausa per analizzare cosa è andato bene o male e per pianificare la successiva sessione.

6. Non andare troppo oltre con le richieste, cercando di spostare fisicamente la gallina o de "attirarla" o "adescarla" nel cercare di farle fare qualcosa. Per esempio: per ottenere che la gallina giri intorno a un cono, non si deve mettere il cibo in modo tale che il gallina si muova solo per il cibo. Invece, si devono rinforzare i movimenti di capo e gambe nella giusta direzione con un click! (che indica, come sappiamo, il comportamento corretto), seguito dall’arrivo di cibo. In generale, i bambini autistici sono fisicamente incoraggiati ed ”adescati" troppo spesso. Dopo il Chicken Camp, io sono più consapevole del fatto che rinforzare approssimazioni verso il risultato finale è il modo migliore per progredire!

7. Se la gallina sta facendo errori ripetuti, quanto le stiamo chiedendo è troppo difficile; o, il rinforzo che stiamo usando, troppo debole. Se la gallina o il bambino sono bloccatisu un esercizio, significa che non possiedono le competenze adatte; o, più semplicemente, non abbiamo capito come insegnare le abilità che di cui i nostri allievi hanno bisogno. Se non si è trovato il comportamento di riferimento, è necessario aumentare il valore del rinforzo, ridurre il numero di cose che stiamo chiedendo, dare un migliore aiuto, o in qualche modo cercare di rendere il compito più facile. Una volta che la gallina o il bambino hanno avuto successo, avremo ottenuto un punto di successo dal quale iniziare a costruire il nostro comportamento. L'idea che la gallina, gli allievi, i bambini, o anche un tirocinante non sbagliano mai è stato fortemente rinforzato durante il nostro Chicken Camp di 2 giorni. Se non "capiscono" significa che l’informazione di cui avevano bisogno non è stata presentata in modo corretto. Ecco un video di 3 minuti con alcuni punti salienti della nostra esperienza del Chicken Camp:

 


Mary Lynch Barbera ha conseguito una laurea in scienze infermieristiche alla West Chester University e un Master di Laurea Infermieristica presso l'Università della Pennsylvania. Ha lavorato con pazienti con problemi neurologici presso l'Ospedale della University of Pennsylvania, e lavorato,  come Coordinatore dello Sviluppo del personale e Direttore del Personale Infermieristico, al Thomas Jefferson University Hospital. Mary ha completato un certificato post-laurea in Applied Behavior Analysis dalla Penn State University e nel 2011 ha completato un dottorato di ricerca in Leadership Aziendale presso Vernia University. Mary è uno speaker internazionale sui tema dell'Autismo e dell’Analisi Applicata del Comportamento.